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Direct response marketing: esperimento SEO!

Direct response marketing (DRM) è un sistema per acquisire clienti e ne avevamo già parlato ma oggi faremo un esperimento SEO, legato proprio a queste keywords.

Come prima cosa portiamoci su google.it e andiamo a vedere la SERP per queste keywords tra le pagine in italiano e, salvo effetto google dance, noteremo che tra quasi 5.000 risultati al primo posto c’è una pagina di un seminario (ormai già svolto) e il mio caro blog è attualmente sesto come potete vedere dallo screenshot:

direct-response-it

Se andiamo a fare una ricerca per direct respose marketing nel web, il numero di risultati diventa quasi di 4 milioni di pagine e al secondo posto ritroviamo sempre la pagina del seminario prima nella serp precedente, ecco lo screenshot:

direct response marketing

Torniamo al nostro esperimento SEO, l’obiettivo di questo articolo è quello di andare a spodestare dal primo posto della SERP del Direct Response Marketing questa pagina ormai inutile, premetto che non nulla contro italiadonna.it e che ho controllato il codice della pagina e non ho trovato nessuna scorrettezza Black SEO come keywords nascoste nel codice della pagina.

Ho notato però una cosa che rende unica questa pagina rispetto a tutte le altre, cosa che vi dirò solo se l’esperimento andrà a buon fine quindi fate il tifo per me e lasciatemi un bel commento all’articolo.

Direct Response Marketing


Email Marketing: videotutorial per Aweber!

Creare un database profilato è ciò che desidera ogni marketer, che fà email marketing.

Oggi vedremo come creare passo passo, da Aweber, un form che sia in grado di accogliere quante più informazioni possibili per creare un profilo del nostro contatto e valutare se può essere considerato un potenziale cliente.

Per spiegare al meglio come fare per utilizzare queste funzioni di aweber ho deciso di fare questo videotutorial per Aweber in cui spiego come:

  • Creare una lista su Aweber
  • Impostare il Verified Opt-in
  • Creare un web form multicampo (non solo email e nome)

aweber

Fammi sapere nei commenti se ti è piaciuto e soprattuto se ti è stato utile!

PS: vi anticipo che il prossimo videotutorial sarà su come creare degli split test di due o più web form in aweber.


Direct Response Marketing, come si fà?

Il Direct Response Marketing è senza dubbio il sistema migliore per chi vuole vendere il proprio servizio o infoprodotto online.

Se vuoi sapere cos’è il direct response marketing ti consiglio di leggere questo articolo, in quanto oggi vedremo di capire come si fà del direct response?

Fare del direct response marketing significa creare un sistema il più automatizzato possibile che permette a chi si occupa della campagna di marketing di poter monitorare in tempo reale lo svolgimento della stessa.

Lo strumento migliore in assoluto per fare del direct response è Google AdWords con traffico indirizzato ad una landing page, scritta seguendo delle “regole” di SEO Copywriting.

Inoltre un Ottimo strumento da affiancare alla campagna è un Blog, che darà i seguenti vantaggi:

  • Gli articoli e le pagine che scriveremo sul nostro blog, si andranno a posizionare sulle SERP dei motori di ricerca. Da qui otterremo un traffico di visitatori verso il nostro blog. A questo punto bisogna fare in modo che l’unica via d’uscita dal blog sia la landing page del prodotto o servizio, per far in modo che ciò avvenga bisognerà linkare “spesso” la landing page all’interno degli articoli e linkare gli articoli interni al blog tra loro. Assolutamente sbagliato inserire altre uscite come affiliazioni di tipo Adsense. Qui trovi un esempio di blog aziendale.
  • Il blog inoltre è un Ottimo strumento per mantenere il rapporto con i clienti e quindi ci permette di attuare un processo di fidelizzazione del cliente.

Qui trovi altre tecniche per fare direct response marketing e dato che si tratta di una nicchia che ha un suo slang particolare ti consiglio di dare un occhiata anche al glossario dell’informarketer.


I 3 termini più usati nel direct response marketing.

La terminologia dell’informarketer era già stata esposta in minima parte nel glossario dell’infomarketer. Oggi vedremo nel dettaglio 3 dei tantissimi termini usati nel direct response marketing.

Lead: quando sentirete parlare di lead si intende un “potenziale cliente” ovvero un visitatore che ha manifestato attraverso un “azione” il suo interesse nei confronti della nostra nicchia di mercato. Ad esempio un infomarketer considera un lead un visitatore che si iscrive alla sua mailing list attraverso un web form, iscrizione incentivata da un omaggio, come uno special report o un mp3.

Lead genaration: con questi due termini si intende il “procacciare lead”. Dunque l’insieme delle strategie che utilizziamo per generare lead, possono essere riassunte semplicemente parlando di lead generation. Esistono alcuni modi per fare lead generation uno di preferiti da chi fà direct response marketing è senza dubbio AdWords.

Lead nurturing: una volta acquisito il potenziale cliente, bisogna fare un insieme di operazioni che consentano di mantenere, consolidare e alimentare il rapporto commerciale con il cliente. Un ottimo modo per fare del lead nurturing è senza dubbio quello di avvalersi di un autoresponder professionale, per fare email marketing, e di un blog aziendale strumento che a lungo termine potrà essere usato per fare anche lead generation.


Tecniche di Direct Response Marketing

Qualche giorno fà abbiamo iniziato a parlare di Direct Response Marketing, oggi vedremo un pò di tecniche da usare.

La tecnica madre del Direct Response Marketing è sicuramente quella che abbiamo già visto, ovvero di:

  • creare una campagna adwords,
  • indirizzare il traffico sulla nostra landing page,
  • monitorare quale tipo di campagna rende di più.

Ovviamente i veri professionisti non si limitano solo a questo, ma fanno degli split test (test A/B) in cui si fanno alternare due landing page, o due form, con testo diverso e vedono quindi quale delle due pagine rende meglio a livello di conversioni.

Di solito quando si fanno questi split test si scrivono testi totalmente diversi che vanno a parlare di benefici diversi del nostro prodotto o servizio e che quindi vanno ad interessare a tipologie diverse di clienti nonostante il prodotto o servizio sia sempre lo stesso.

In questo modo potremmo capire quali sono i bisogni più sentiti all’interno della nostra nicchia di mercato e quindi agire di conseguenza sia che tu faccia B2C o B2B.

Per oggi è tutto. Rimani aggiornato attraverso i feedRSS.


Guerriglia marketing: una strategia vincente!

Con tutti i film americani di guerra che ho visto, non me ne ricordo uno in cui sia palese la sconfitta degli Yankees. Per fortuna la storia non la scrivono i film, infatti tutti sappiamo, spero, che gli americani, in Vietnam, sono stati sconfitti da un nemico invisibile, imprendibile ma onnipresente. Armi di distruzione, artiglieria pesante contro guerriglieri seminudi nascosti nel fango. Eppure gli americani hanno perso. Guerriglia ragazzi, è di questo che parliamo oggi! La guerriglia è una tattica di guerra che sfrutta la conoscenza del territorio, gli attacchi inaspettati e la fiducia degli abitanti del posto. Il guerriglia marketing sfrutta lo stesso concetto applicandolo però al mondo e al popolo di internet. Il padre fondatore di questa forma di web marketing è Jay Conrad Levinson che sosteneva, come punti cardini di questa sua strategia la presenza e la costanza. (more…)