Viral marketing e passaparola
Scritto da Daniele
Oggi voglio parlare di una forma di marketing strettamente connessa al mondo di internet, che ne sfrutta la velocità, la facilità e l’immediatezza comunicativa. Solo in internet un virus può avere anche un senso positivo, infatti, se nel mondo informatico nessuno di noi desidera trovarsi a dover fronteggiare un virus, nel mondo di internet, e soprattutto in quello del web marketing, il “virus” è un via che può portare al successo.
Il marketing virale si definisce così per 2 caratteristiche fondamentali, entrambi inerenti alla sua diffusione. Un messaggio prodotto da una campagna di marketing virale si espande proprio come un virus, contagiando sempre più persone in modo esponenziale e “silenzioso”, cioè senza grande cartelloni pubblicitari o invadenti promozioni radiofoniche o televisive. L’altra caratteristica che rende legittima la presenza della parola virale posposta a quella di marketing è l’inconsapevolezza con cui si partecipa alla campagna pubblicitaria. Così come quando inviamo una mail con un virus, senza volerlo, allo stesso modo in una campagna di marketing virale possiamo essere fautori inconsapevoli del suo successo.
Ci sono due esempi classici di campagne di marketing virale che hanno riscontrato successo. Una è quella che vedete nel video, con la quale questo sito che vende materiale hi-tech ha deciso di sponsorizzarsi, facendo una campagna d’impatto, divertente ed esagerata, di modo che le persone potessero venire a conoscenza del sito. L’altra è quella che alla fine degli anni ’90 ha fatto hotmail per pubblicizzare i suoi servizi mail gratuiti. Hotmail metteva una semplice scritta alla fine delle mail che inviavano i primi utenti: “ottieni la tua casella di posta ormai gratuita con hotmail”.
Una caratteristica fondamentale del viral marketing è la fiducia che riponiamo nella persona che ci promuove il determinato prodotto o servizio. Il viral marketing ha la forza di creare una sorta di targetizzazione naturale. Prendiamo ad esempio il primo caso. Di quel video di youtube non invieremmo certo il link ai nostri genitori, ma lo passeremmo ai nostri amici, target decisamente più propenso all’acquisto di apparati tecnologici e all’e-commerce. Lo stesso vale per l’esempio di hotmail, infatti, la mail ricevuta da un amico, che ci consiglia un servizio viene considerata sicuramente più affidabile di una pubblicità indirizzata ad un gruppo più vasto di persone.
La parte più interessante del viral marketing è la contenuta spesa economica. Infatti di una campagna di viral marketing si paga solamente lo start-up, il resto è nelle mani della rete, degli utenti e nella forza del messaggio. Naturalmente è fondamentale che il sito che intenta una campagna del genere prepari le proprie strutture per ricevere un flusso elevato di utenti, quindi equipaggiandosi con server o quant’altro necessiti per contenerlo.
Il viral marketing è la prova che il passaparola rimane, ancora oggi, una delle strategie marketing più potenti; per una questione di fiducia, di esperienza indiretta, dato che se una persona vicino a noi ha provato un prodotto o un servizio e ce lo pubblicizza, nonlo fa a scopo di lucro, ma anzi vuol dire che tale prodotto o servizio vale davvero.
Il passaparola è più forte di Google.
Pensate a come siete venuti a conoscenza di Youtube, Google praticamente non lo considerava, dato che aveva un servizio di video suo, pubblicità non me ne ricordo, quello che mi ricordo io è che qualcuno, un giorno mi ha incollato in messenger un link…

March 8th, 2008 at 4:59 pm
Conosci la comunità bzzers?? In pratica gioca proprio sul concetto di passaparola effettuando recensioni e/o preferenze su determinati prodotti o servizi.
La comunità per eccellenza però è quella di Ciao.it, mentre ultimamente sta prendendo piede la tuttologia di Yahoo answers. In fondo non è solo google così potente;)
March 10th, 2008 at 9:25 pm
Ciao Traffyk manco a dirlo c’era un articoli in bozze da pubblicare proprio su ciao.it, sicuramente non solo google è potente, ma senza dubbio avere visibilità su google significa visitatori, se in più i visitatori trovano un bel video virale che pubblicizza il sito tutto di guadagnato.
La comunità di bzzers non la conosco, ma le recensioni possono essere anche di siti o blog?
March 26th, 2008 at 10:31 pm
In effetti anche io ho conosciuto YouTube proprio grazie ad un link passato ad un amico, da lì a poco tempo non avrei mai immaginato che quel sito sarebbe divenuto così famoso!
March 27th, 2008 at 5:43 am
La potenza di internet e delle idee, sono un alchimia alla ennesima potenza.