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Direct response marketing: esperimento SEO!

Direct response marketing (DRM) è un sistema per acquisire clienti e ne avevamo già parlato ma oggi faremo un esperimento SEO, legato proprio a queste keywords.

Come prima cosa portiamoci su google.it e andiamo a vedere la SERP per queste keywords tra le pagine in italiano e, salvo effetto google dance, noteremo che tra quasi 5.000 risultati al primo posto c’è una pagina di un seminario (ormai già svolto) e il mio caro blog è attualmente sesto come potete vedere dallo screenshot:

direct-response-it

Se andiamo a fare una ricerca per direct respose marketing nel web, il numero di risultati diventa quasi di 4 milioni di pagine e al secondo posto ritroviamo sempre la pagina del seminario prima nella serp precedente, ecco lo screenshot:

direct response marketing

Torniamo al nostro esperimento SEO, l’obiettivo di questo articolo è quello di andare a spodestare dal primo posto della SERP del Direct Response Marketing questa pagina ormai inutile, premetto che non nulla contro italiadonna.it e che ho controllato il codice della pagina e non ho trovato nessuna scorrettezza Black SEO come keywords nascoste nel codice della pagina.

Ho notato però una cosa che rende unica questa pagina rispetto a tutte le altre, cosa che vi dirò solo se l’esperimento andrà a buon fine quindi fate il tifo per me e lasciatemi un bel commento all’articolo.

Direct Response Marketing


Downsell: quando, come e perchè?

Ispirato da un articolo di Venice Marketing Report, voglio parlarvi di downsell.

Tanto per cominciare cerchiamo di capire, cosa si intende con il termine downsell?

Per downsell si intende la vendita di un infoprodotto o di un servizio a prezzo minore rispetto a quello standard. Può essere utilizzato ad esempio per delle membership con dei livelli ascensionali di privilegi e quindi di prezzo.

Quando utilizzare il downsell?

Molto spesso capita che il visitatore entri all’interno delle nostre pagine di vendita e anche se minimamente interessato, esce appena legge il prezzo del nostro prodotto o servizio. A questo punto quando il visitatore sta per cliccare sul tasto indietro del browser scatta il downsell ovvero l’offerta dello stesso prodotto a prezzo inferiore. Nell’esempio della membership potremmo proporre nella pagina di vendita l’abbonamento di livello e prezzo più alto per poi scendere ai livelli e prezzi più bassi, ovviamente con privilegi e funzioni minori.

Come si fà il downsell?

Semplice per fare downsell vi basterà creare un pop up che si apra quando l’utente sta per cliccare sul tasto indietro.

Perchè fare del downsell?

Questa è la più interessante delle tre domande. Facendo downsell il visitatore percepirà un valore maggiore del nostro infoprodotto o servizio che regolarmente viene venduto ad un prezzo più elevato, inoltre se avviene l’acquisto potremmo fidelizzare il nostro cliente attraverso newsletter e blog aziendale proponendogli altri infoprodotti o servizi di backend.


Email Marketing: videotutorial per Aweber!

Creare un database profilato è ciò che desidera ogni marketer, che fà email marketing.

Oggi vedremo come creare passo passo, da Aweber, un form che sia in grado di accogliere quante più informazioni possibili per creare un profilo del nostro contatto e valutare se può essere considerato un potenziale cliente.

Per spiegare al meglio come fare per utilizzare queste funzioni di aweber ho deciso di fare questo videotutorial per Aweber in cui spiego come:

  • Creare una lista su Aweber
  • Impostare il Verified Opt-in
  • Creare un web form multicampo (non solo email e nome)

aweber

Fammi sapere nei commenti se ti è piaciuto e soprattuto se ti è stato utile!

PS: vi anticipo che il prossimo videotutorial sarà su come creare degli split test di due o più web form in aweber.


Direct Response Marketing, come si fà?

Il Direct Response Marketing è senza dubbio il sistema migliore per chi vuole vendere il proprio servizio o infoprodotto online.

Se vuoi sapere cos’è il direct response marketing ti consiglio di leggere questo articolo, in quanto oggi vedremo di capire come si fà del direct response?

Fare del direct response marketing significa creare un sistema il più automatizzato possibile che permette a chi si occupa della campagna di marketing di poter monitorare in tempo reale lo svolgimento della stessa.

Lo strumento migliore in assoluto per fare del direct response è Google AdWords con traffico indirizzato ad una landing page, scritta seguendo delle “regole” di SEO Copywriting.

Inoltre un Ottimo strumento da affiancare alla campagna è un Blog, che darà i seguenti vantaggi:

  • Gli articoli e le pagine che scriveremo sul nostro blog, si andranno a posizionare sulle SERP dei motori di ricerca. Da qui otterremo un traffico di visitatori verso il nostro blog. A questo punto bisogna fare in modo che l’unica via d’uscita dal blog sia la landing page del prodotto o servizio, per far in modo che ciò avvenga bisognerà linkare “spesso” la landing page all’interno degli articoli e linkare gli articoli interni al blog tra loro. Assolutamente sbagliato inserire altre uscite come affiliazioni di tipo Adsense. Qui trovi un esempio di blog aziendale.
  • Il blog inoltre è un Ottimo strumento per mantenere il rapporto con i clienti e quindi ci permette di attuare un processo di fidelizzazione del cliente.

Qui trovi altre tecniche per fare direct response marketing e dato che si tratta di una nicchia che ha un suo slang particolare ti consiglio di dare un occhiata anche al glossario dell’informarketer.


I 3 termini più usati nel direct response marketing.

La terminologia dell’informarketer era già stata esposta in minima parte nel glossario dell’infomarketer. Oggi vedremo nel dettaglio 3 dei tantissimi termini usati nel direct response marketing.

Lead: quando sentirete parlare di lead si intende un “potenziale cliente” ovvero un visitatore che ha manifestato attraverso un “azione” il suo interesse nei confronti della nostra nicchia di mercato. Ad esempio un infomarketer considera un lead un visitatore che si iscrive alla sua mailing list attraverso un web form, iscrizione incentivata da un omaggio, come uno special report o un mp3.

Lead genaration: con questi due termini si intende il “procacciare lead”. Dunque l’insieme delle strategie che utilizziamo per generare lead, possono essere riassunte semplicemente parlando di lead generation. Esistono alcuni modi per fare lead generation uno di preferiti da chi fà direct response marketing è senza dubbio AdWords.

Lead nurturing: una volta acquisito il potenziale cliente, bisogna fare un insieme di operazioni che consentano di mantenere, consolidare e alimentare il rapporto commerciale con il cliente. Un ottimo modo per fare del lead nurturing è senza dubbio quello di avvalersi di un autoresponder professionale, per fare email marketing, e di un blog aziendale strumento che a lungo termine potrà essere usato per fare anche lead generation.


Sapere il numero di ricerche su Google? Ecco come fare…

Vi avevo già parlato di vari strumenti per sapere il volume di ricerca di determinate parole chiave, ma fino ad oggi tranne qualche strumento a pagamento nessuno era in grado di restituirci il numero preciso di ricerche effettuate in Goolge.

Ma ora non è più così infatti nello strumento di ricerca delle parole chiave di Google AdWords è stato sostituito l’indicatore a barra (tranne che per il campo della concorrenza su Adwords) con il numero di ricerche mensili e il volume di ricerca medio.

Da oggi quindi sarà possibile sapere precisamente quante ricerche esistono per una determinata parola chiave sul nostro tanto amato Google.


SEO Copywriting: scrivere con un giusto equilibrio

Cari internauti,
dopo le vicende di questi giorni di cui non ne è rimasta traccia, oggi voglio riprendere a scrivere di quello che mi appassiona, come mi pare e piace a me.

I lettori fedeli di questo blog sapranno che l’argomento del SEO Copywriting è un argomento che mi sta molto a cuore e quindi oggi parleremo proprio di questo.

Il titolo dell’articolo parla chiaro, un buon SEO Copywriter deve saper scrivere in modo equilibrato, ma questo equilibrio da cosa è dipeso?

La dote che deve avere un SEO Copywriter è quella di saper comunicare a due entità completamente diverse nello stesso tempo, che sono i lettori che vengono a leggere i nostri articoli o le nostre landing page e i robot (programmi) dei motori di ricerca che leggono i nostri articoli in modo completamente diverso.

Sulla base di ciò un buon SEO Copywriter sà quando inserire o meno la keyword per cui andarsi a posizionare da dare in pasto ai motori e sà anche quando tralasciare il lato tecnico per dedicarsi alla qualità del contenuto che verrà letto del visitatore.

Per concludere quando si vuole scrivere una pagina web usando queste mix di tecniche di SEO e di Copywriting è bene tenere sempre a mente che dobbiamo dosare in parti eque queste due metodologie, altrimenti potremmo trovarci con un articolo di ottima qualità per i nostri lettori ma senza traffico che provenga dai motori di ricerca, o viceversa.


Tecniche di Direct Response Marketing

Qualche giorno fà abbiamo iniziato a parlare di Direct Response Marketing, oggi vedremo un pò di tecniche da usare.

La tecnica madre del Direct Response Marketing è sicuramente quella che abbiamo già visto, ovvero di:

  • creare una campagna adwords,
  • indirizzare il traffico sulla nostra landing page,
  • monitorare quale tipo di campagna rende di più.

Ovviamente i veri professionisti non si limitano solo a questo, ma fanno degli split test (test A/B) in cui si fanno alternare due landing page, o due form, con testo diverso e vedono quindi quale delle due pagine rende meglio a livello di conversioni.

Di solito quando si fanno questi split test si scrivono testi totalmente diversi che vanno a parlare di benefici diversi del nostro prodotto o servizio e che quindi vanno ad interessare a tipologie diverse di clienti nonostante il prodotto o servizio sia sempre lo stesso.

In questo modo potremmo capire quali sono i bisogni più sentiti all’interno della nostra nicchia di mercato e quindi agire di conseguenza sia che tu faccia B2C o B2B.

Per oggi è tutto. Rimani aggiornato attraverso i feedRSS.


Guadagnare online: analisi di mercato.

Tempo fa Marco De Veglia lanciò un sondaggio in cui poneva domande relative al settore guadagnare online.

Oggi su Internet Money Italia, il nuovo progetto di Marco, sono usciti i risultati di questo formidabile sondaggio. Vediamo un pò che cosa ci dicono i risultati:

  • Il 75% sono uomini
  • La fascia di età più gettonata è quella che và dai 35-44 (31,8%) seguita da 25-34 e 45-54, quindi si nota una vera e propria mancanza di giovani (io personalmente faccio parte del 7,9% che và dai 18-24 anni)
  • Una buona parte si informa da tempo e vorrebbe partire con i suoi progetti, un altra fetta invece ha già un suo business online e vorrebbe incrementarlo, ed infine non manca la buona parte che non crede sia possibile guadagnare con internet.
  • Il mezzo che viene prediletto per la formazione sono audio ed video da poter scaricare online.
  • Infine un dato che secondo me dovrebbe far pensare parecchio il 42% dei partecipanti al sondaggio non ha un blog.

Per saperne di più trovi qui l’articolo originale


Guadagnare con le landing page

Scrivo questo articolo perchè dopo la rubrica dedicata a come creare una landing page di successo, ho iniziato a ricevere visite dai motori attinenti alla keyword landing page, tra le quali c’era la keyprhase:

Guadagnare con le landing page.

Quindi scrivo questo articolo per fortificare il posizionamento e ovviamente per dare maggiori informazioni a riguardo.

Per guadagnare con una landing page bisogna avere un servizio o infoprodotto, cosa che non sarebbe stata necessaria se anzichè di una landing page si fosse trattato di una squeeze page.

Come si guadagna con una landing page?

Vendendo il nostro Know How, attraverso un infoprodotto o attraverso un servizio ad esempio di consulenza.

Perchè dovresti vendere il tuo Know How?

Semplice perchè tutti siamo degli esperti di qualcosa e ci sarà sempre qualcuno che si interessa al nostro settore che ricerca le informazioni che noi conosciamo. Vi ricordo che su internet il 99% degli utenti ricercano informazioni.

Perchè dovresti vendere il tuo Know How quando le stesse informazioni si possono reperire gratis in rete?

Anche qui la risposta è molto semplice.

  1. Prima cosa per reperire informazioni gratis in rete bisogna saper cercare, ovvero scegliere le giuste key di ricerca, saper filtrare i risultati, e cose simili.
  2. Non ci basta saper cercare ma dobbiamo avere il tempo per farlo, infatti possiamo essere bravissimi ad usare Google però se poi non abbiamo il tempo materiale per leggere e filtrare i vari risultati della ricerca, non andremo molto lontano.

Ed allora c’è chi, o perchè non sà cercare o perchè non ha tempo, preferisce andare sul sicuro e comprare il nostro Know How che gli darà le informazioni che sta cercando e che sarà suo subito dopo il pagamento grazie a quella che viene definita consegna digitale nel caso di infoprodotti, o magari tramite un appuntamento in skype per una consulenza online.

Inoltre guadagnare con una landing page non prevede nessuna struttura di ecommerce complessa ma basterà una semplicissima pagina web.