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Google Adsense e il Comic Sans: nuovi annunci?

Non sò da quando Google abbia inserito questo nuovo tipo di annunci ma sicuramente c’è da parlarne in quanto il blogger fa di tutto per contestuallizare gli annunci e questi iniziano a girare con il font Comic Sans, che quasi nessuno usa come font del proprio blog.

Non ci credete, ecco le prove:

comic adsense

Magari si noteranno meglio e ci faranno aumentare il CTR ma, secondo me, con questo tipo di annunci si manda all’aria tutto il lavoro di contestualizzazione che molti di voi avranno già fatto.

E voi ve ne eravate già accorti di questi Comic Adsense?

…che ne pensate?


Seminario di web-marketing Gratis il primo Marzo a Roma!

Salve internauti,

quest’articolo vale 300€.

Perchè?

Perchè praticamente vi sto regalando una giornata di formazione sul tema web-marketing che si terrà a Roma in data 01/03/08, il tutto completamente gratis. I posti sono limitati, e le persone che danno la loro disponibilità sono pregati di mantenere l’impegno preso in quanto iscriversi e non partecipare significa togliere un posto ad un altra persona.

Il programma della giornata:

  • Relatore principale

Marco Forconi : guadagnare su internet

  • Ospite

Daniele Penna: il Dropshipping su Ebay

  • Programma (soggetto a revisione)

10,00: accoglienza e presentazione

10,15: Inizio lavori - MFCart: gli scenari futuri del guadagno online

11,15: pausa

11,30: spazio alle domande e dibattito aperto

13,00: pausa pranzo (libero)

14,00: ripresa lavori - Come ottimizzare le strategie di promozione e pubblicità Online (gratuite e a pagamento)

15,00: usare Ebay come piattaforma pubblicitaria

15,30: il Dropshipping

16,00: Come pianificare il proprio lavoro: esempio di brainstorming operativo

16,30: spazio alle domande e dibattito aperto

17,00: varie ed eventuali + chiusura lavori

Se vuoi partecipare contattami attraverso il modulo (clicca qui) indicando:

  • Nome
  • Cognome
  • Città
  • Email
  • Telefono
  • Numero partecipanti

Riceverai un email, contenente tutti i dati e che dovrai stampare e presentare in loco per partecipare al seminario.

Buon Lavoro Internauti, ci vediamo a Roma!
PS: nel caso in cui dovessero esserci problemi con il form dei contatti, puoi scrivermi a infoprodotto [at] gmail [dot] com. 

Pre-Targhetizzazione, visite e conversioni

Gia in passato in qualche articolo avevo accennato alla pre-targhetizzazione, bene è arrivato il momento di parlarne.

In questo articolo vorrei focalizzarmi su di un concetto tanto logico e palese quanto, purtroppo, trascurato dalla maggior parte degli operatori di internet. In questo articolo vi voglio parlare di target, di visite, di conversioni e, perché no anche un po’ di adsense.

Forse non è immediato agli occhi di tutti o più semplicemente non ci avete mai fatto caso, ma prestando un po’ d’attenzione ai messaggi pubblicitari, promozionali e ai contenuti dei siti di aziende di settore vi renderete conto che moltissime di queste non hanno la minima idea di cosa sia un lavoro di targetizzazione, quello cioè che focalizza l’impegno e le risorse della società su di uno specifico target al quale i servizi o i prodotti della stessa azienda sono mirati.

Nel web marketing, come nel marketing tradizionale la cosa fondamentale per qualsiasi iniziativa pubblicitaria o promozionale è individuare il target e su di questo focalizzare tutte le proprie forze e attenzioni. Allo stesso modo è altrettanto importante non disperdere le proprie forze e i propri sforzi in campagne che potrebbero attirare un bacino d’utenza che non sia il nostro target.

Sebbene questi siano concetti abbastanza banali, perché logici e apparentemente scontati, in internet abbiamo un problema molto diffuso che fa si che le aziende non dedichino sufficiente importanza alla targetizzazione.

Udite udite di che si tratta: le visite!

Adsense, la vendita di link, la corsa al traffico e agli utenti unici a prescindere da chi questi siano e tutto per la vana speranza di generare facili e rapidi profitti. Questi specchietti per le allodole molto spesso fanno perdere alle aziende il fine ultimo delle loro iniziative, fanno letteralmente perdere di mira il loro target. Questo non è causato soltanto dai sopraccitati motivi, ma anche dalle pressioni che molto spesso i SEO ricevono e a causa dei quali si trovano costretti ad adottare strategie che portino al sito traffico non targetizzato, quindi non realmente interessato all’acquisto dei servizi e dei prodotti offerti dal sito.

L’errore che compiono molte aziende è quello di investire denaro con lo scopo di far salire il più (more…)


La dicotomia nel SEO Copywriting

Ho chiesto al mio amico Luca, un SEO copywriter molto esperto, che mi aiuta spesso e volentieri con gli articoli del blog di scrivermi un breve articolo per spiegare in breve in cosa consiste il suo lavoro, questa è stata la sua risposta:

In questo articolo voglio analizzare un ruolo che tocca da vicino me e quelli che come me lavorano quotidianamente in internet e che con gli occhi fissi sullo schermo e con le dita che in modo ormai automatico digitano sulla tastiera, vedono spesso sorgere il sole ma mai tramontare.

In cosa consiste il lavoro del copywriter?

Il lavoro del copywriter può spaziare attraverso diversi campi, toccando tutti i temi dello scibile umano, affrontato, oltretutto su media differenti (televisione, radio, riviste, giornali, opuscoli e, last but not least, web). L’aspetto che, senza dubbio accomuna la figura del copywriter è quello di non riuscire mai a far capire alle persone il lavoro che svolge in cosa consiste. Scrittore? Pubblicitario? Quando un copywriter descrive brevemente il suo lavoro a chi non lo conosce, la risposta più comune è: “ahh! Sei un giornalista!”. No, il copywriter non è un giornalista, anche se, dopo aver spigato innumerevoli volte la propria professione e dopo aver ricevuto per altre innumerevoli volte la stessa risposta, solitamente il copywriter replica con un “Si! Giornalista!”.

Il copywriter non è un giornalista, il copywriter è un professionista specializzato nella stesura di testi e titoli tesi al lancio e alla promozione di prodotti e servizi. Un professionista del genere deve vantare, innanzitutto una perfetta conoscenza della lingua italiana, ma deve anche, in molti casi, saperla mettere da parte per poter adattare i suoi scritti ai linguaggi più disparati.

Il copywriting tradizionale, e con questa parola intendiamo tutto quello che non è inerente al web, prevede solitamente che il professionista partecipi con un art director e un grafico alla realizzazione di un prodotto promozionale.

Il web copywriting, quello su cui, per ovvi motivi desidero soffermarmi, prevede, invece un lavoro individuale. Il web copywriter è specializzato nella stesura di testi professionali realizzati in modo che questi convincano e persuadano il lettore nella scelta del servizio o del prodotto descritto.

Ma c’è di più! (more…)


SEF: Search Engine Friendly!

Dopo un articolo sulla figura del SEO e uno sul SEM, rimane l’utimo dei tre campi Search Engine ovvero le soluzioni SEF (Search Engine Friendly) e alla loro funzionalità.

Si sà che per fare in modo che il nostro sito, tra le migliaia di siti che trattano lo stesso argomento o che vendono gli stessi prodotti, appaia nella prima pagina delle SERP dei motori di ricerca, dobbiamo curarlo sotto diversi punti di vista, contenuto, struttura e marketing.

Quando le strategie sono ottimizzate, così come i contenuti, cosa guardano motori di ricerca come il tanto amato Google, per selezionare i siti da posizionare meglio?

L’ordine!

I motori di ricerca richiedono un ordine strutturale, analizzano ogni angolo del nostro sito, per cercare d’intuirne la coerenza dei contenuti e l’attinenza di questi con le informazioni ricercate dagli utenti. Le soluzioni SEF sono quelle soluzioni che ci consentono di strutturare il nostro sito affinché questo possa essere in linea con gli standard di qualità previsti da Google.

Ma quali sono questi standard e come si raggiungono?

Ve lo ripeto: ordine!

Molto spesso ci dimentichiamo che i motori di ricerca NON sono intelligenti e che per classificarci hanno bisogno di precisione matematica. Prendiamo le URL, ad esempio.

Quante volte vi è capitato di navigare su siti che hanno una URL formata da codici lunghissimi e incomprensibili?

Le soluzioni SEF ottimizzano i nomi delle URL con il contenuto della pagina. Guardiamo questo sito e precisamente questa URL: http://www.infoprodotto.com/infoprodotti/guadagnare-online-in-7-giorni/ , questo è un perfetto esempio dell’ordine che richiede il motore di ricerca, il titolo dell’articolo è riportato integralmente nell’URL subito sotto la categoria alla quale appartiene.

Il motore, oltre a preferirlo ad una URL più lunga, con parole incomprensibili e codici numerici, o a URL di siti in flash che non cambiano durante la navigazione, riesce ad inquadrarne il contenuto e tende a posizionarlo meglio rispetto agli altri. Per creare delle URL che siano ottimizzate SEF, è necessario individuare nel contenuto le keyword o le keyfrase sulle quali lavorare, riportarle nel titolo e inserirle nell’URL. Questa, però, deve essere breve e facilmente leggibile, tanto per l’utente quanto per il motore. Nel caso di siti che vengono gestiti tramite CMS (Content Management System) è necessario installare dei plug-in di modo che anche le URL create in automatico siano ottimizzate a livello SEF.
Ancora una volta Google ci richiede precisione, pertinenza ed estrema cura dei dettagli, la domanda è: lui ci ripaga con la stessa moneta, o meglio ancora con il giusto pagerank?


Ottimizzazione SEM

La meritocrazia nel web-marketing?

Un azienda con un obiettivo e dei concorrenti nel suo stesso settore; sono varie le strategie che si possono utilizzare si può giocare sporco (es. black SEO), oppure si può pagare, o ancora si può scegliere di mirare ai contenuti e al buonsenso dei motori di ricerca uno su tutti il nostro tanto amato Google che con il suo Adwords permette immediatamente la scalata della SERP.

Ma nel marketing offline come si ottiene visibilità?

Invadendo gli spazi quotidiani. Tempestando radio, televisioni e giornali. Investendo denaro. Di conseguenza, l’approccio consumistico all’acquisto, che guida ognuno di noi, tende a farci considerare migliore il marchio più ascoltato, più letto, più visto e..più scelto.

Le piccole aziende che perdurano, senza investire immensi capitali in iniziative marketing, lo fanno per dedizione e specializzazione in un determinato settore nel quale da sempre si muovono e dove sopravvivono per il loro affezionato bacino d’utenza che è destinato solo a diminuire perché continuamente tentato da (bi)sogni irreali venduti e confezionati dalle grandi imprese.

Ma arriviamo al titolo del post, il SEM (Search Engine Marketing) è una tipologia di marketing che opera nel mondo di internet e più specificatamente nei motori di ricerca. Questo tipo di marketing è quindi finalizzato all’aumento delle visite e alla conseguente agognata conversione delle stesse (vendita, contatto, registrazione..). Il SEM tendenzialmente sfrutta due strategie di marketing: il posizionamento organico (o naturale) e le campagne PPC (Pay Per Click).

Il posizionamento organico è senza dubbio quello più efficace, soprattutto quello che paga di più sulla lunga distanza. Per posizionarsi in modo organico, le aziende non devono semplicemente investire denaro ed affidarsi ad esperti SEO, ma devono portare avanti lunghi e costanti progetti finalizzati all’ottimizzazione dei contenuti del sito, all’implementazione delle informazioni in esso contenute e al miglioramento della struttura dello stesso. Un’iniziativa tesa al posizionamento organico consente di raccogliere i frutti solo dopo mesi di costante impegno.

Le iniziative PPC, invece, offrono risultati immediati, concedono le prime posizioni a chiunque paghi (il costo della keyword varia a seconda del volume di ricerca della stessa) senza che il sito effettivamente se lo “meriti” (per contenuti, pertinenza alla keyword stessa e informazioni in esso contenute). Prendendo per esempio Google, i risultati PPC sono i link sponsorizzati che vediamo in cima alla SERP, subito prima dei siti che lì appaiono per posizionamento organico.

A questo punto scatta quella che potrebbe essere indicata come la differenza fra SEM e marketing tradizionale.

E’ stato provato da differenti statistiche che l’utente medio, soprattutto l’utente Google, non sà solo distinguere consapevolmente i risultati PPC da quelli del posizionamento organico, ma considera poco affidabili i primi e nella maggior parte dei casi clicca sui secondi.

Per dare una risposta alla domanda iniziale, non certo da tutti i punti di vista si tratta di meritocrazia, dato che le strategie per ottenere posizionamento organico sono molte e non sempre impeccabili, ma “obbligano” i siti che cercano di conseguirlo ad offrire all’utente informazioni coerenti e pertinenti alle sue ricerche.